U.F.O.logia e dintorni…


» Agroglifi › Pics


Ecco alcuni dei più famosi esempi di crop circles fotografati dal 1990 al 2009:

Per approfondire l’argomento vedi anche:

» Agroglifi What
» Agroglifi How


» Agroglifi › How


Sono molte le dicerie e le supposizioni riguardo la formazione dei cerchi nel grano; ne ho raccolto un elenco esplicativo per mostrarvi che il campo di indagine accarezza tantissimi campi d’influenza:

» Ipotesi Naturalista:

Secondo questa teoria, la piegatura del grano con la rispettiva formazione dei famosi crop circles, sarebbe dovuta a fenomeni quali venti e tornado.

» Ipotesi dei Vortici di Plasma:

Durante le esplosioni della corona solare, un flusso di materia al quarto stadio (appunto il plasma) investe la terra – un po’ come avviene per l’aurora boreale e per quella australe – appiattendo il grano nei punti in cui la materia riesce a superare la difesa dell’atmosfera arrivando al terreno.

» Ipotesi dei Fulmini Globulari:

Queste sfere, visibili anche in orari diurni, sono fenomeni fisici rarissimi e poco studiati, composti di pura energia che si può manifestare in qualunque luogo senza preavviso. Ruotano intorno al proprio asse variando in modo repentino e incostante la loro quota. Tutto questo li ricondurrebbe all’ipotetica formazione dei cerchi nel grano.

» Ipotesi del Satellite Artificiale:

Uno dei satelliti del pentagono, in orbita intorno alla terra, sarebbe in grado di emettere (come nei migliori film di James Bond) una fonte di energia a microonde in grado di tracciare, sul punto designato, un crop circle.

» Ipotesi New Age:

Questa teoria suggerisce una connessione tra i cerchi nel grano e fenomeni prettamente mistici legati all’evoluzione umana. Ogni pittogramma racchiuderebbe un significato codificato in forma grafica generato dalla madre terra a cui ognuno di noi è geneticamente connesso. I pittogrammi sarebbero, secondo questa corrente di pensiero, incomprensibili per la nostra parte di cervello razionale ma invierebbero un messaggio chiaro e preciso alla nostre anime e coscienze.

» Ipotesi Fantasy:

Il mito vuole che creature fantastiche, come fate e folletti, danzino in cerchio ininterrottamente anche per una notte intera. Il calpestio del grano, a opera di questi esseri eterei, piegherebbe lo stesso creando i famosi crop circles.

» Ipotesi delle Sfere di Luce:

Alcuni testimoni sarebbero pronti a giurare di aver visto sfere luminose che volavano in cerchio appena sopra il grano a grandissima velocità. La loro presenza fluttuante, nell’arco di pochissimi secondi, sarebbe in grado di generare un cerchio nel grano prima di sparire nel nulla lasciando sul nostro pianeta solo una loro “firma”.

» Ipotesi Umana:

E’ appurato che ormai sempre più curiosi si cimentano in questa attività. E’ corretto dire quindi che i cerchi nel grano siano fatti ANCHE dall’uomo. Rispetto a quelli naturali, di cui non si conosce l’origine, ci sono nette differenze che si rivelano indizi inconfondibili per identificarli: un buco al centro del cerchio in cui è inserito il palo di misurazione del diametro per non rischiare di fare forme non circolari, orme di suole di scarpe, margini imperfetti, dimensioni decisamente più contenute, difficoltà a celare l’atto di creazione e spighe spezzate e mai intrecciate.

» Ipotesi UFO:

Decisamente la più interessante (almeno dal mio punti di vista), secondo questa teoria i crop circles sono il risultato dell’atterraggio di astronavi aliene nei campi di grano. I punti di appoggio sul terreno sarebbero la causa della piegatura del grano; gli stessi punti di appoggio danno vita a forme disparate e mai uguali tra loro facendo sì che la nostra immaginazione ci faccia contare un ipotetico numero infinito di forme e modelli di navicelle spaziali.

Per approfondire l’argomento vedi anche:

» Agroglifi What
» Agroglifi Pics


» Agroglifi › What


Forse più comunemente conosciuti come crop circles, gli agroglifi sono cerchi nel grano visibili dall’alto.

Per quanto il nome indichi due concetti chiari e generalmente riconosciuti (cerchio e grano), con il dilagare del fenomeno negli ultimi anni si è assistito all’incremento di forme non più solo circolari ma anche geometriche, riconducibili a disegni o sequenze matematiche e frattali trovate non solo in campi di grano ma anche in campi di tutte le specie di cereali, erba, neve, ghiaccio e sabbia.

I più interessanti, senza ombra di dubbio, restano però gli originali che presentano tra loro caratteristiche comuni:

» Nel luogo in cui vengono tracciati, il grano, seppur appiattito, non è spezzato, questo è indice di una processo di flessione delicato;

» La direzione di curvatura è sempre la medesima in direzione oraria o antioraria seppur sul bordo del pittogramma è sempre presente un perimetro di spighe piegate in senso opposto quasi come se tracciassero il perimetro del disegno per renderlo più netto;

» Le piante, nonostante siano piegate, continuano a crescere raggiungendo la maturazione in tempi minori rispetto agli steli verticali;

» Il grano, molto frequentemente, si presenta intrecciato;

» Gli steli presentano lievi bruciature annerite che tuttavia non intaccano il loro processo vitale;

» Gli insetti tra le spighe risultano tutti morti come se fossero implosi, probabilmente a causa di un forte calore; questo ricorda agli studiosi il fenomeno dei nostri microonde;

» Non c’è alcun tipo di impronta tra il grano circostante ne tra le spighe vicine che si spezzano al passaggio dei primi curiosi;

» Ultimo punto, ma non meno importante, i cerchi compaiono sempre vicino a zone ad alta frequenza di avvistamenti UFO.

Tra gli esperti ufologi si racconta che all’interno dei cerchi appena formati si senta un ronzio costante e ipnotico che scema nel tempo; questo rumore, unito alle anomalie riscontrare a livello di spettro elettromagnetico e radioattivo, sarebbe la causa delle forti emicranie e nausea provati frequentemente dai primi visitatori dei siti in cui è apparso un crop circles.

Per approfondire l’argomento vedi anche:

» Agroglifi How
» Agroglifi Pics




» Segni


Signs è un film del 2002 di M. Night Shyamalan che, come ovviamente potete immaginare, parla di alieni.

La storia narra della comparsa di cerchi nel grano in disparate parti della terra; tra queste apparizioni è compreso un campo di fronte alla casa del protagonista – un reverendo che ha perso la fede – e della sua famiglia.

Gli allarmisti, senza troppo torto, gridano subito al pericolo traducendo questi strani simboli come indicazioni per l’atterraggio di presunte navicelle aliene.

Il reverendo si rende conto che le supposizioni riguardo agli UFO sono corrette quando ha un incontro ravvicinato con un extraterrestre rinchiuso e imprigionato nello sgabuzzino della casa di un vicino.

Radunata la sua famiglia si barrica nella sua abitazione giusto in tempo. La notte stessa l’invasione aliena ha inizio.

Nonostante porte e finestre del primo piano siano state sbarrate e sigillate con chiodi e assi di legno, gli extraterrestri aggirano facilmente le protezioni dell’edificio entrando dal soffitto stupidamente non sigillato. Per sfuggire al confronto diretto la famiglia si rinchiude in cantina per una notte intera; la mattina seguente, il cessare improvviso dei rumori provenienti dalla casa, farebbe sembrare tutto finito.

Liberati dalla prigionia forzata nel piano sotterraneo riaccendono la televisione che preannuncia la fine dell’attacco a causa di un elemento nocivo che gli alieni hanno trovato sulla terra; uno di loro, però, è rimasto abbandonato sul nostro pianeta e si trova (guarda a caso) proprio nella casa del protagonista. Dopo aver fatto la sua comparsa in scena viene subito riconosciuto dal reverendo come quello incontrato dal vicino e…

Ho omesso appositamente alcuni dettagli così come ho volutamente evitato di trascrivere il finale del film nella speranza che vi venga voglia di dargli un’occhiata!

Per stuzzicare ulteriormente la vostra curiosità, ecco il trailer in inglese:


» Aliens, UFO & Rock ‘n Roll


Il tema dei rapimenti alieni ricorre sovente anche nei testi di canzoni più o meno famose.

Le costanti sono, ovviamente, gli alieni, gli UFO, le navicelle spaziali, i dischi volanti, le cospirazioni governative e le società segrete dedite all’insabbiamento delle prove.

Eccone alcuni esempi (ordinati per data di pubblicazione):

» Extraterrestre

Di Eugenio Finardi, dall’album “Blitz” del 1978 (riedita negli album “Strade” del 1984, “Dolce Italia” del 1987, “La forza dell’amore” del 1990, “Extraterrestre e altri successi” del 1998 e “Un uomo” del 2007 – CD 1).

» Aliens Exist

Dei Blink 182, dall’album “Enema of the State” del 1998 (riedita nell’album “The Mark, Tom, and Travis show: The enema strikes back” del 2000).

» Spaceman

Dei The Killers, dall’album “Day & Age” del 2008.


C’è qualche canzone “aliena” che vi piace particolarmente? Se sì, lasicate un commento con titolo e autore..


» Presi


“Taken” è una serie televisiva composta da dieci episodi prodotta da Steven Spielberg. Le intricate vicende, che si snodano in un arco temporale lungo più di cinquantanni, interessano le storie di tre famiglie i cui membri hanno un destino intrecciato tra loro.

La narrazione ci presenta un ventaglio abbastanza vasto di personaggi appartenenti a quattro generazioni differenti; tra questi troviamo: componenti di fazioni militari che lavorano per il segretissimo “progetto UFO” finanziato dal governo cospiratore; la progenie di un ibrido, nato da un’umana e un alieno, i cui figli si rivelano capici di utilizzare poteri molto potenti ma, al tempo stesso, fisicamente deboli e costretti ad una morte prematura; un nucleo familiare in cui tutti i membri maschili vengono periodicamente rapiti e “manipolati” geneticamente dagli alieni. I discendenti di queste ultime due famiglie daranno vita alla piccola Allie, voce narrante della storia nonché punto cardine di questa. Si scoprirà, infatti, nelle ultime puntate che lei è il risultato finale dell’esperimento iniziato generazioni prima dai Grigi

Se siete interessati a scoprire il perchè del “piano” degli alieni e il finale della storia vi consiglio caldamente di guardare questa serie che ha tutti gli “ingredienti” giusti – dall’incidente di Roswell alle cospirazioni governative all’interno dell’Area 51, dai Grigi agli ibridi, dai rapiti alle navicelle spaziali – per farvi rimanere a bocca aperta!

Non c’è niente al di là del cielo: se ne sta lì, è infinito, e noi giochiamo sotto di lui…

Allyson Keys


» Losing My Religion ♫


Per festeggiare la Pasqua 2010 ecco a voi un bel post provocatorio che parla di religione e sacre scritture.

Le ricerche ufologiche spaziano in svariati campi e tra questi non poteva mancare, ovviamente, la teologia. Tra le frasi della Bibbia, infatti, secondo gli esperti del settore, si nasconderebbe un’antica verità da sempre celata; Gesù sarebbe, secondo questi ultimi, un ibrido nato da un alieno e un’umana.

Un enfant prodige concepito in maniera quasi magica, soprannaturale; un uomo in grado di compiere prodigiosi miracoli che, secondo gli ufologi, non sarebbero stati possibili se non tramite l’intercessione di facoltà e poteri di natura non umana.

Dal Protovangelo di Giacomo (vangelo apocrifo) si legge:

Al luogo della grotta della natività, ecco una nube splendente copriva la grotta. Subito la nube si ritrasse dalla grotta, e nella grotta apparve una gran luce che agli occhi non potevano sopportare. Poco dopo quella luce andò dileguandosi fino a che apparve il bambino.

La fantomatica stella cometa, che ha condotto i Re Magi fino al capezzale del messia, secondo gli studiosi, altro non sarebbe che un disco volante e gli angeli sarebbero, quindi, degli alieni.

Altri testi le cui frasi sembrerebbero ambigue, si ritrovano nella Bibbia stessa.

Dal Vangelo di Giovanni:

Voi siete di quaggiù, io sono di lassù, voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo…

Sostituendo alle parole chiave dei loro possibili sinonimi, ecco che si otterrebbe la frase:

“Voi siete della terra, io sono dello spazio, voi siete di questo pianeta, io non sono di questo pianeta…”

Tornando poi alla vita di Gesù, la resurrezione stessa è un fatto molto misterioso: la sparizione misteriosa della salma e i due “angeli” incontrati da Maria Maddalena nel sepolcro sarebbero chiari segnali di un intervento extraterrestre.

Questi sono solo alcuni dei tanti spunti che potrebbero essere interessanti qualora si volesse provare ad astrarsi un po’ dal concetto di fede e provare a rileggere le sacre scritture in un’ottica differente. Mi fermo qui sperando di non aver offeso la morale di nessuno (nel caso chiedo scusa) e vi invito a riflettere:

Cosa recita il “Padre Nostro”? Che ci sia qualche strano indizio celato anche dietro le parole delle preghiere?


» Resteranno Famosi


Molte specie di alieni hanno invaso la nostra fantasia, alcune derivanti da serie televisive, altre da film cult, altre da pagine di fumetti e altre ancora dall’immaginario comune dei cosiddetti “rapiti” o testimoni di un presunto contatto con queste entità.

Tra tutte mi sento di citarne alcune che, in un modo o nell’altro, credo siano degne di nota:

» Grigi : the ‘real’ case

Senza ombra di dubbio, se si parla di alieni, la prima immagine che viene in mente è la loro. Esserini non molto alti e gracilini, apparentemente asessuati, che se ne vanno in giro sempre nudi. Capoccioni dal cervello smisurato, grandi e profondi occhi neri e la pelle grigiastra (da cui prendono il nome). Praticamente tutti i presunti testimoni di un incontro ravvicinato parlano di loro; circolano video e foto (di solito palesemente fasulle) che li rappresentano e son diventati talmente famosi da apparire in disparati film, serie televisive, racconti, cartoni animati e fumetti che, se li elencassimo tutti, potremmo metterci giorni.

» Na’vi : the movie case

Esseri blu, alti tre metri, che nascono – molto probabilmente – come incrocio tra un nuovo genere di puffi dalla pelle zebrata e Pocahontas. Dotati di coda e orecchie a punta (in perfetto stile elfico), grazie a delle terminazioni nervose alla fine della loro criniera sono in grado di connettersi biochimicamente alla natura del loro pianeta. La fantasia di James Cameron ha partorito questi esseri protagonisti del film colossal del 2009, “Avatar”. Non sono precisamente alieni in quanto i fatti narrati si svolgono sul loro pianeta d’origine dove gli esseri umani sono quelli “fuori posto” ma restano, comunque, una razza “extra terrestre”.

» Transformers : the toys case

Due specie aliene, eterne rivali, atterrano sulla Terra facendo diventare quest’ultima il loro campo di battaglia. Gli extraterrestri giocattolo ideati da Hasbro hanno l’aspetto di umanoidi corazzati in grado di mutare il loro aspetto per mimetizzarsi e nascondersi all’occhio umano. Diventano macchine, velivoli, navi, mezzi di trasporto di tutti i tipi o anche pseudo animali. Un’idea decisamente innovativa quanto fantascientifica – questi giganti metallici tutto ricordano meno che esseri viventi – che ha dato vita a fumetti, serie animate e anche film di grande successo.


» Marvin : the cartoon case

Questo piccolo alieno dalla testolina tonda e nera, arrivato direttamente da Marte, è il nemico fidato di Bugs Bunny. Vestito da soldato romano, con l’aggiunta di scarpe da ginnastica all’ultima moda, maschera le sue vere intenzioni dietro dei modi di fare che lo fanno sembrare quasi tenero e impacciato. Le sue armi, terribilmente potenti, servono per ridurre ad un mucchio di briciole il nostro pianeta reo di ostruire la visuale di Venere da Marte. Probabilmente affetto da qualche strana malattia mentale che lo rende vagamente folle, come tutti i personaggi della serie, conserva comunque una certa ironia nel suo modo di atteggiarsi.

» Scorpioni : the literary case

Nel romanzo di Orson Scott Card, “Il gioco di Ender”, gli alieni hanno un ruolo marginale nella narrazione nonostante siano i nemici contro cui il piccolo protagonista è destinato a confrontarsi. Un libro decisamente avanguardista che mantiene una certa classicità nello stile; pieno di colpi di scena che lasciano con il fiato sospeso fino alle ultime pagine (se non si fosse capito, è uno dei miei preferiti e ne consiglio la lettura a chiunque voglia viaggiare con la fantasia). In questo caso, gli alieni, chiamati Scorpioni, dell’animale di cui portano il nome hanno ben poche caratteristiche; ricordando più una sorta di popolazione-alveare i cui componenti evolvono dallo stato di pupa. Una società fondata su una gerarchia matriarcale in cui l’“ape” regina è collegata a livello psichico con tutte le sue figlie e, essendo al tempo stesso il cervello guida di ogni componente dello sciame, nonché unico punto debole, morta lei (il collegamento telepatico si interrompe rendendo incapaci di ragionamento i suoi sudditi) morti tutti.

Questi sono solo alcuni dei molteplici esempi che avrei potuto prendere in analisi ma forse sono quelli che, a mio avviso, risultano i più affascinanti…

Cari lettori, qual è il “caso alieno” che vi sta più a cuore? Raccontatemi…


» Zan & Co.


Alla fine degli anni ’90 un noto telefilm si guadagnò una quantità smodata di fan prendendo spunto, per la sua trama, dall’incidente di Roswell, dalle teorie del complotto, dalle cospirazioni governative e dai romanzi scritti da Melinda Metz.

Le vicende narrano dell’atterraggio fortunato dell’UFO nel deserto vicino a Roswell. Nonostante l’accaduto fu registrato nel lontano ’47, i quattro sopravvissuti allo schianto del loro velivolo si aggirano ai giorni nostri come se fossero semplici adolescenti.

Max, Isabel, Michael e Tess (questi i loro nomi umani) altro non sono se non ibridi nati dall’incrocio di DNA umano – prelevato da altrettanti ignari donatori del passato – e cellule aliene appartenute ai quattro regnanti di un lontano pianeta (Zan, Vilandra, Rath e Ava). La speranza del popolo, oppresso dalla tirannia di un dittatore, è che, un giorno, le copie degli ormai defunti monarchi possano tornare sul loro pianeta d’origine per dar vita ad una nuova epica battaglia per rivendicare il trono che spetta loro di diritto e sancire un lungo periodo di pace.

I quattro, durante la loro vita terrena, sviluppano facoltà paranormali che temporaneamente possono anche riuscire a passare a terzi; possono curare qualsiasi tipo di ferita o malattia, accelerare le molecole di un oggetto fino a farlo esplodere, far volare la materia tramite un controllo telecinetico e creare barriere protettive, insomma, tutto l'”armamentario” necessario per sconfiggere ogni eventuale nemico.

Tra amori e amicizie, tradimenti e omicidi, alieni di ogni tipo e organizzazioni segrete, gravidanze e matrimoni, il tutto viene raccontato tramite il diario tenuto da Liz, una ragazza umana, che narra i fatti dalla prima serie – precisamente dalla prima puntata nella quale viene guarita da morte certa grazie ai poteri di Max – fino alla terza serie che si concluderà, proprio, con il rogo alimentato dalle pagine del diario stesso.

Per i nostalgici della serie, ecco una chicca che sono sicuro apprezzerete:


» UFO Crash


Questo termine, utilizzato per la prima volta per descrivere l’incidente di Roswell, oltre ad indicare lo schianto di un oggetto volante non identificato, rende anche bene l’idea del possibile suono prodotto dallo stesso: ~ CRASH ♪

Chiudendo la parentesi in chiave onomatopeica e quasi fumettistica – in un certo senso – riguardante questo rumore, torniamo a focalizzarci sulla ridente cittadina del Nuovo Messico di cui sopra.

Credo che, ognuno di noi, almeno una volta nella sua vita, abbia sentito parlare di Roswell ma forse non tutti sanno quel che realmente è successo e che ha attribuito così tanta fama a questa località…

Tutto ebbe inizio nel lontano ’47 quando il ritrovamento di alcune parti metalliche di un UFO mise in allerta la popolazione. Le autorità, in perfetto American Style, intervennero recintando l’area interessata e “campeggiando” lì per una decina di giorni. Le conclusioni dell’aeronautica erano semplici, si sarebbe trattato, con ogni probabilità, dei resti di un pallone-sonda meteorologico. Tuttavia le parole del giornale del luogo, in un articolo in merito alle dichiarazioni dell’esercito, vennero travisate e interpretate come “catturato un disco volante”.

Potete anche solo lontanamente immaginare il tam tam mediatico che scaturì da questa frase?!

Così come l’interesse dei mass media per la faccenda crebbe a dismisura, alimentato dalla voglia di conoscenza della popolazione, anche la curiosità delle organizzazioni federali come l’FBI non tardò a palesarsi.

Il punto di svolta nella vicenda giunse quando l’FBI arrivò a oscurare le radio locali che trasmettevano l’intervista a un cittadino che dichiarava di aver ritrovato altri dischi volanti e, a poca distanza, cinque corpi extraterrestri che probabilmente erano alla guida del velivolo. L’ignaro cittadino venne “preso in custodia” dalle autorità e dopo una settimana, al momento del suo rilascio, negò ogni cosa.

Gli ufologi, giunti da ogni dove, percepirono questi ultimi fatti come un chiaro segnale dell’intenzione del governo di occultare tutte le prove; questi sospetti diedero il là alla nascita di un movimento popolare (sopravvissuto fino ad oggi) convinto della teoria del complotto UFO secondo la quale i governi vorrebbero insabbiare le verità riguardo ai contatti alieni.

I giornali, ormai troppo immischiati nel caso per concedersi il lusso di ritrattare le loro tesi, continuarono ad affermare sia l’ipotesi aliena che l’operazione di copertura da parte della casa bianca. Tutto questo fece sì che Roswell divenne un vero e proprio mito attirando a sé flotte di ufologi ma anche di scettici o semplici curiosi che ogni anno giungono lì alla ricerca di una prova tangibile di non esser soli nell’universo!


» Area 51


Senza dubbio ci troviamo di fronte ad uno dei luoghi più misteriosi del nostro tempo. In questo appezzamento di terra della “modica” dimensione di 26000 km2 potrebbero essere nascosti, secondo gli ufologi, veri e propri dischi volanti.

Anche nota come Dreamland, Watertown, Skunkworks o The Ranch, l’Area 51 è posizionata a sud del Nevada più precisamente tra Las Vegas e il Groom Lake. E’ facilmente raggiungibile seguendo per circa 35 km la statale 375. Vi accorgerete di esser giunti a destinazione quando una solitaria casella postale nera, a lato di una strada sterrata, vi darà il benvenuto al confine del luogo. Proseguendo per quel cammino appena visibile nel mezzo del deserto arriverete sicuramente all’ingresso principale del complesso ma, siate pronti, il viaggio non sarà una passeggiata.

Il comitato di accoglienza che troverete ad attendervi non vi porgerà collane floreali e pasticcini di benvenuto bensì, le pattuglie militari, punteranno le loro armi da fuoco contro di voi intimandovi di non proseguire.

La zona è ovviamente off-limits per chiunque non sia un addetto e, per assicurarsi di non avere intrusi in grado di aggirare il primo blocco, telecamere, sensori di vario genere, recinzioni e elicotteri sono piazzati lungo tutto il percorso e oltre.

Ovviamente, i vostri nuovi “simpatici amici”, si assicureranno di aver distrutto eventuali macchine fotografiche, telecamere e videofonini prima di concedervi il permesso di tornare a gambe levate da dove siete venuti!

Se non sarete rimasti soddisfatti delle vostre aspettative, ci sono altri modi per aggirare il problema e dare una sbirciatina oltre il confine armato che vi ha sbarrato la strada come, ad esempio, cercare sul web le foto dei satelliti russi e francesi che svelano una gran quantità di edifici, bunker e una “infinita” pista di atterraggio della lunghezza di quasi 5 km.

Ufficialmente gli unici dati certi riguardo alla base sono pochissimi. Si sa che era utilizzata per l’addestramento dei soldati della marina fino al ’51. Passò in seguito sotto il controllo della CIA che la utilizzò per effettuare le sue ricerche su un prototipo di aerei spia. Nel ’72 un coprifuoco durato ben un anno e mezzo fece si che non emergesse alcuna informazione pubblica riguardo l’attività svolta a Watertown; mentre nel ’73 un gravissimo incidente, i cui dettagli non sono noti, costrinse alla chiusura della stessa. I movimenti tornarono a registrarsi dal ’80 e continuano tutt’ora.

Alcuni ex lavoratori dell’area, ex agenti CIA, ex dipendenti e ex presidenti della divisione di sviluppo, una volta in pensione, hanno rilasciato interviste in merito alla strane attività svolte; si parla di tecnologie aeree avanzatissime, di cospirazioni governative, della presenza dell’UFO di Roswell e di altri dischi volanti perfettamente funzionanti i cui sistemi di propulsione sarebbero alla base degli studi svolti; si parla di un’enorme base sotterranea nascosta di novanta piani di sigillata segretezza in cui umani e alieni collaborerebbero mutilando animali e compiendo esperimenti genetici con l’intento di creare esseri ibridi… e le testimonianze proseguono numerose nonostante le intimidazioni che questi soggetti subiscono.

Verità o messa in scena per alimentare false speranze e sviare dai veri intenti per cui la base è ancora attiva?


» Close Encounter


Spesso capita di imbattersi in frasi come “incontro ravvicinato del quarto tipo” e si rischia di restar basiti se non si conosce il significato di questa espressione. Nel post di oggi affronteremo l’argomento cercando di capire di cosa si tratta e quali sono le varie tipologie di incontri.

Con il termine incontro ravvicinato, si indica la testimonianza di un presunto avvistamento o contatto con qualcosa di non riconducibile alla tecnologia umana.

Perchè un CE (Close Encounter) possa realmente definirsi tale deve avvenire entro un raggio di circa 160 metri dell’osservatore cosicché ogni forma di possibile equivoco, miraggio, errore di valutazione nell’interpretazione – ad esempio – di semplici aerei, possa essere scongiurato o, perlomeno, ridotto al minimo.

I tipi di incontro ravvicinato sono differenti e, in alcuni casi, sono presenti delle sotto classificazioni per specificarne i dettagli:

» Incontri Ravvicinati del Primo Tipo
Vengono classificati sotto questa categoria gli avvistamenti di dischi volanti, luci fluttuanti e simili.

» Incontri Ravvicinati del Secondo Tipo
Di questo gruppo fanno parte tutte le osservazioni di UFO e di fenomeni fisici da essi collegati come – ad esempio – cerchi nel grano, radiazioni, danneggiamento del terreno, paralisi temporanea del corpo, interferenze radio-televisive, perdita della memoria riguardante un determinato lasso di tempo associabile ad un qualsiasi tipo di contatto (anche solo visivo) con un oggetto volante non identificato.

» Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo
Riguardano gli avvistamenti di entità animate in associazione con l’avvistamento di un UFO. Con il termine entità si generalizza lasciando ampio campo anche a presenze eventualmente non necessariamente aliene o extraterrestri.
Sottotipi:

~ A : l’entità osservata è all’interno dell’UFO.

~ B : in questo secondo caso l’entità viene osservata sia all’interno che all’esterno dell’UFO.

~ C : l’entità si palesa nei pressi dell’UFO ma non viene vista entrare o uscire da questo.

~ D : l’entità è osservata senza che sia avvistato un UFO da parte dell’osservatore ma, contemporaneamente è comunque registrata un’attività aerea non identificata nell’area.

~ E : in questo caso, l’entità è osservata senza che sia avvistato un UFO e non è registrata alcuna attività di oggetti volanti nell’area.

~ F : non viene osservata nessuna entità o UFO ma il soggetto sperimenta una forma di “comunicazione intelligente” come – ad esempio – la telepatia; è comune associare questo sottotipo all’incontro ravvicinato del quinto tipo.

~ G : coincide con l’incontro ravvicinato del quarto tipo e spesso è semlicemente chiamato rapimento.

I casi D, E, F sono quindi scorrelati dagli UFO e potrebbero, quindi, non avere niente a che fare con essi.

» Incontri Ravvicinati del Quarto Tipo
Sono catalogati in questa categoria sia i casi di rapimenti di umani da parte di un UFO sia le percezioni alterate della realtà da parte dei soggetti come – ad esempio – allucinazioni e/o visioni.

» Incontri Ravvicinati del Quinto Tipo
Raggruppano sia le comunicazioni scaturite da iniziative umane volontarie sia le comunicazioni con intelligenze extraterrestri (vedi anche Incontri Ravvicinati del Terzo Tipo Categoria F).

» Incontri Ravvicinati del Sesto Tipo
Avvengono quando il contatto con l’UFO ha come conseguenze degli effetti fisiologici a lungo termine come – ad esempio – lesioni, ferite o morte. Questo tipo di CE non è altro che l’estensione del tipo due che implica il lasciar tracce o prove fisiche evidenti di qualsiasi tipo da parte di un UFO al “passaggio”.

» Incontri Ravvicinati del Settimo Tipo
Anche detti ibridazione. Si collegano alle teorie relative agli antichi astronauti e a quelle degli interventi alieni, nello specifico con quelle riguardanti l’accoppiamento tra umano e alieno.


» Porta delle Stelle


Parlando delle piramidi di Giza mi è tornato in mente il film di Ronald Emmerich, “Stargate”.

Secondo uno dei personaggi principali – il dottor Daniel Jackson – le piramidi in passato avevano la funzione di piattaforme per l’atterraggio di astronavi extraterrestri. Lo stesso Jackson scopre cosa sia l’oggetto misterioso a forma di anello metallico che da il nome al film; si tratterebbe di un portale in grado di connettere due punti della Via Lattea. Grazie a questi dispositivi è possibile creare un tunnel spaziale (anche chiamato wormhole) in grado di trasportare qualunque cosa fra due stargate connessi tra loro permettendo, così, viaggi spaziali senza ausilio di ultra tecnologie. Passata la parete liquida, creatasi dopo l’apertura di un link intergalattico, la materia viene scomposta in atomi e viaggia grazie ad una forza gravitazionale verso la sua meta dove verrà ricomposta in forma originaria. Per selezionare le coordinate della destinazione vengono indicati sei simboli che sono le facce del cubo immaginario al centro del quale è posizionato il punto d’arrivo da raggiungere, mentre un settimo simbolo, univoco per ogni luogo, indica il punto di partenza.

La spedizione incaricata di attraversare il portale verso l’ignoto, raggiunge un pianeta alieno ritrovandosi in una piana desertica a ridosso di una piramide. Qui, i terrestri, vengono a contatto con un gruppo di indigeni umani schiavizzati che si scoprirà essere stati deportati per volontà di un’entità divina chiamata Ra (proprio come il Dio egizio del sole). La divinità non tarderà ad apparire a bordo della sua astronave a forma di piramide cava rivelando che, come supposto da Daniel, le piramidi avevano proprio la funzione di piattaforme di atterraggio. Ra si rivelerà un alieno impossessatosi del corpo di un ragazzo che, grazie ad un dispositivo che rigenera i suoi tessuti, mantiene l’eterna giovinezza…

Spero che questa breve introduzione relativa alla prima parte del film abbia stuzzicato la curiosità di quelli che non avevano ancora avuto la possibilità di vederlo e fatto tornare la voglia di riguardarlo agli appassionati del genere ma, se ciò non fosse bastato, ecco il trailer del film (in inglese):


» Congruenze


L’argomento che voglio affrontare oggi è quello riguardante le “simmetrie” presenti in parti del mondo ben distanti tra loro.
Secondo gli esperti ufologi certe similitudini presenti in siti geograficamente lontani potrebbero essere ricondotte solo ed esclusivamente ad una qualche specie di intercessione da parte di forze superiori.

» Piramidi
Primo esempio di quanto sopracitato. Parlando delle costruzioni a base quadrata, solitamente, la mente fa subito riferimento a quelle gigantesche presenti in Egitto, la bellezza di centotrenta costruzioni perfettamente orientate rispetto ai quattro punti cardinali. Tuttavia, non tutti sanno, che in giro per il globo, questo particolare tipo di costruzione, viene ritrovato anche: in Guatemala (centro America), dove presenta una struttura a gradoni; In Indonesia dove queste costruzioni avevano funzione di tempio; nelle Mauritius, in Bolivia e a Tahiti; in versioni più ridotte (al massimo un paio di metri di altezza) e meno precise in Korea, Grecia e in Italia (precisamente in Sicilia); in Messico, China e Bosnia dove la vegetazione, con il passare del tempo, ha finito per ricoprirle totalmente.

Piramidi di Giza ~ Piramide del Sole (Bosnia)

» Parole
Troviamo anche una corrispondenza letterale nei culti e nella mitologia del popolo Etrusco e la popolazione Aymara. I primi risiedevano in territori dell’attuale Italia mentre i secondi vivevano tra l’attuale Perù, la Bolivia e l’Argentina.
E’ impressionante notare come pronuncia e significato di una determinata parola, per gli uni e per gli altri, fosse così simile.
I primi identificavano il Dio Sole con il nome di Index; i secondi davano alla loro corrispettiva divinità il nome di Inti.
La divinità che rappresentava l’inferno per i primi era nominata Ayta; i secondi chiamavano Aytha le grida di dolore.
Il vento freddo del nord, per i primi, era chiamato Anda; i secondi ne identificavano una loro controparte con lo pseudonimo di Anta.
Così ritroviamo altri termini come: Chiton (abito corto) e Chiti (qualcosa di piccolo); Giove (padre degli Dei) e Jawa (colui che è sopra ogni cosa); Mercurio (Dio del commercio) e Marquai (colui che trasporta le merci); Velchan (Dio del fuoco) e Wilca (Dio del calore).

Come fanno culture così diverse e così distanti ad avere in comune così tante cose? Che siano state guidate da “qualcosa”?

Cosa sono davvero le piramidi? A cosa servivano quelle che, in giro per il mondo, non erano utilizzate come tombe?

Possiamo attribuire all’intervento di extraterrestri le congruenze nei linguaggi? Qualcuno ha istruito l’uno e l’altro popolo insegnando loro i termini indicativi della sua lingua?

Il tutto è una pura e semplice coincidenza?

…Difficile da credere, non trovate?!


» Enfant Prodige


La mitologia offre molti spunti agli ufologi per trarre spiegazioni fantasiose riguardo alcune leggende.

Sono ricorrenti, nelle storie narrate, le associazioni o legami tra animali e bambini prodigiosi.
Per citare qualche esempio: Romolo e Remo e la Lupa; il Dio Pan, incrocio tra uomo e capra, avvolto appena nato nella pelle di coniglio; Giovanni, un bimbo nato da una fata allevata da una cavalla nei culti nordici; la Dea Madre creata dagli insetti…

Secondo alcuni studiosi del campo ci troviamo di fronte all’ennesima prova che in passato un qualche contatto alieno è avvenuto. Gli animali in questione, non sarebbero altro che le navicelle spaziali con cui questi esseri hanno raggiunto la terra. Astronavi erroneamente confuse con animali in quanto allora era difficile interpretare una tecnologia così avanzata, più facile era associare queste stranezze a qualcosa di estremamente vicino e somigliante alla vita quotidiana.

Il tutto si spiegherebbe con il fenomeno del culto del cargo, sviluppatosi in alcune tribù amazzoniche nel periodo della seconda guerra mondiale e del tutto simile e riconducibile alle interpretazioni sopra citate; essendo indigeni, estraniati dal mondo sviluppato, conducono una vita lontana dalla civilizzazione e ciò fa si che i fenomeni inspiegabili da loro osservati vengano interpretati nella maniera più naturale possibile. Così, gli aerei che sorvolarono l’Amazzonia, figli della tecnologia, diventarono serpenti delle nubi (e via dicendo).

Tornando alla progenie divina, anche l’esempio di Siddartha è significativo secondo gli ufologi. Concepito grazie all’incontro in sogno con un elefante bianco, il piccolo venne partorito senza dolore; un bimbo pienamente cosciente, con un corpo perfetto e luminoso, già in grado di camminare e di parlare.

La teoria più accreditata, quindi, sarebbe quella dell’intervento alieno come fato degli uomini; un destino deciso a tavolino da esseri superiori che hanno fatto si che le loro pedine umane si muovessero sulla “scacchiera” seguendo una strategia ben precisa grazie a qualche aiuto esterno.

Ricorrendo i miti di altri bambini “magici” si scopre anche il collegamento con un altro elemento naturale: l’acqua.

Tra i più famosi Eros a cavallo di un delfino che solca i mari, Dionisio rinchiuso in un cofano alla deriva, Perseo chiuso in una cassa e abbandonato su una nave, il semidio polinesiano Maui avvolto dalle meduse, Achille reso immortale dalla madre immergendolo nello Stige, Prajapati nei miti indiani nasce da un uovo sorto dalle acque così come narra anche il mito finnico riguardante Munapojka.

L’acqua è una costante ricorrente e frequente è anche presente un involucro che in qualche modo protegge i fanciulli; così come è stato assunto che potrebbe esserci un riscontro tra navicelle spaziali e loro interpretazione animale, è stata associata a questi bozzoli acquatici l’immagine di sottomarini.

E’ plausibile pensare che ci siano basi aliene costruite nelle profondità recondite e sconosciute dei nostri oceani? Hanno fondato un impero sottomarino e al momento buono fanno risalire i loro emissari per condurci verso l’evoluzione? Oppure giungono dalle acque dopo aver affrontato un atterraggio d’emergenza?


» UFO in Painting


E’ interessante notare come, in alcuni quadri e dipinti rinascimentali, gli studiosi ufologi abbiano scovato presunte tracce di un possibile primo contatto alieno con la terra.

Ecco alcuni esempi:

» La Tebaide di Paolo Uccello

Se analizzato con attenzione, presenta un particolare interessante. Nella grotta al centro del quadro, si può distinguere sullo sfondo nero, un disco rosso con tanto di cupola in movimento circolare, quasi come se stesse facendo una virata.

» Annunciazione di Carlo Crivelli

In questo secondo caso, la precisione maniacale per lo studio della prospettiva degli oggetti e degli edifici fa a pugni con un raggio dorato dalla traiettoria decisamente surreale proveniente da un disco tra le nubi.

» Crocifissione

In questo caso, i dettagli interessanti, sono due; ai lati superiori opposti del dipinto si trovano un paio di strane cupole al cui interno risiedono, accovacciati, due personaggi. Quello sulla destra, sembrerebbe voltarsi indietro per assicurarsi che il suo compagno lo stia seguendo. Per gli ufologi si tratterebbe di due capsule pilotate da extraterrestri.

» Battesimo di Cristo di Aert De Gelder

A colpo d’occhio, questo dipinto lascia sconcertati e sicuramente non ci sarebbe neanche bisogno di commentarlo. E’ palese riscontrare cosa gli ufologi siano riusciti a vedere raffigurato, un disco volante da cui partono quattro raggi luminosi in grado di schiarire a giorno un area ben delineata del terreno.

» Madonna con Bambino e San Giovannino di Sebastiano Mainardi o Jacopo del Sellaio

Nell’ultimo caso che vi sottopongo, è facile notare uno strano oggetto circolare e luminoso proprio sopra la spalla sinistra della madonna.

Di tutto quello sopra descritto di certo vi è solo una cosa: tutte le teorie supposte dagli studiosi di ufo in riferimento a queste opere d’arte sono state ampiamente confutate degli esperti di storia dell’arte, ma trovo comunque interessante soffermarmi su questi dipinti e magari fantasticare…


» 2001


Un film che tratta la teoria degli interventi alieni – che ho citato brevemente come supposizione finale nel post precedente – secondo la quale la terra sarebbe stata visitata in passato da razze extraterrestri, è il classico di fantascienza di Stanley Kubrick, 2001: Odissea nello spazio.

Secondo l’interpretazione del regista gli alieni non sono altro che entità monolitiche senzienti senza nulla di riconducibile a qualcosa di vivente. La superficie liscia e gli angoli netti e squadrati ricordano per lo più un oggetto tecnologico (c’è chi ha supposto che i designer di play station si siano ispirati al monolito in questione per creare il carter del secondo tipo di console) che nulla ha a che fare con le tipologie di alieni con cui alcuni uomini suppongono di “essere entrati in contatto”.

» Guida all’interpretazione del filmato:

Due gruppi di ominidi stremati da un ambiente ostile (presumibilmente in Africa) lottano tra loro per una pozza d’acqua. Gli “sconfitti” entrano in contatto con uno strano monolito nero apparso di fronte alla loro grotta. L’entità interviene sul processo evolutivo del gruppo di primati accelerandolo e infondendo in loro una scintilla di intelligenza, questi ultimi apprendono quanto un osso possa essere duro, come poterlo utilizzare come strumento per procurarsi il cibo e, soprattutto, come usarlo per seminare morte tra gli avversari e riconquistare il territorio.

Ecco un montaggio di alcune scene di quanto appena descritto:


» OOPArt


Quando iniziai a studiare la storia ero poco più che un bambino. La maestra cercò di farci astrarre dall’idea dello scorrere del tempo così come la percepivamo noi. Ci spiegò che, per quanto potesse essere lunga un’ora, a confronto con una giornata intera, è poco tempo; per quanto una giornata si fosse rivelata interminabile, è niente a confronto con un’intera settimana, così come una settimana è solo una parte di un mese e così come un mese è solo una frazione di un anno… mentre cercava di introdurci in modo semplice quello che di lì a qualche anno avremmo compreso trattarsi di concetto di infinito, tracciava con il gessetto rosso una riga lungo tutta la lavagna. Indicò l’arco di un’intera vita umana con un frammento piccolissimo all’estrema destra della retta e, lentamente, proseguì verso sinistra collocando delle tacche che avevano funzione di estremi di segmenti più o meno lunghi. La linea rossa rappresentava la vita del nostro pianeta dal momento della sua formazione fino ad oggi e recava indicazioni dei punti in cui importanti avvenimenti (come ad esempio l’estinzione dei dinosauri) avevano segnato una qualche evoluzione o cambiamento.

Ebbene, questo flusso studiato e approvato dagli storici, di tanto in tanto, viene messo in discussione dal ritrovamento di uno di quegli oggetti misteriosi classificati con l’acronimo di OOPArt (Out Of Place Artifacts).

Gli artefatti fuori posto sono reperti archeologici che, una volta riportati alla luce e analizzati a dovere, vengono classificati come appartenenti ad un’epoca passata ma inspiegabilmente moderni e all’avanguardia per le conoscenze e le tecnologie del periodo di datazione.

Tra i più famosi (non rivelatisi falsi) troviamo:

» La Batteria di Baghdad : un vaso di argilla di due millenni fa che presenta saldature di stagno del tutto simili a quelle di oggi, un fondo sigillato con un cilindro di rame al cui centro, sospesa, si presentava un’asta corrosa dall’acido ~ riconducibile ad un perfetto meccanismo di illuminazione.
» I Jet d’oro Precolombiani : una serie di pendenti, la cui costruzione risalirebbe a mille anni fa, appartenenti alla collezione di antichità e reperti del governo colombiano che raffigurano presumibilmente dei velivoli soprattutto per l’aspetto rigido e piatto delle ali e la presenza di un timone ~ quindi non stiamo sicuramente parlando di animali volatili.
» Il Teschio dello Zambia : un teschio di 38000 anni fa che presenta, sulla parete sinistra del cranio, un foro perfettamente circolare e, in corrispondenza, sulla parete destra, segni di frantumazione dall’interno verso l’esterno ~ condizioni del tutto analoghe a quelle di un colpo di fucile…nel paleolitico?

Jet d’oro Precolombiani

La lista è ancora lunga ma bastano questi pochi elementi per farsi venire qualche dubbio. Verrebbe da chiedersi se, in qualche modo, in passato qualche forma di vita extraterrestre abbia visitato il nostro pianeta entrando in contatto con le civiltà del tempo influenzandole con la sua tecnologia o lasciando involontariamente qualche traccia (teoria degli interventi alieni).

Cari lettori, concludo con il quesito di oggi invitandovi a lasciare un commento come risposta:

E se i veri alieni non fossero altro che umani arrivati dal futuro a bordo di qualche strana macchina del tempo con l’intento di modificare il passato per rendere l’avvenire un posto migliore?


» Drake vs. Fermi


Quante volte è capitato di fermarsi ad osservare il cielo? Immobili, con il naso all’insù e gli occhi rivolti alla volta celeste. A volte ci si perde tra il mare di stelle che illuminano la notte, altre volte ci si addormenta contandole e poi ci sono quelle volte in cui ci si sente particolarmente filosofi e si inizia a pensare…

Sin dalle elementari ci insegnano che l’universo è uno spazio tendenzialmente infinito, che le stelle non sono che corpi incandescenti alla stregua del Sole, lontani anni luce dalla nostra Terra, e che, con i nostri mezzi e la nostra tecnologia, siamo riusciti a conoscere pochissimo dello spazio.

Noi, puntini insignificanti di passaggio su questo pianeta che, a sua volta, è un puntino insignificante nel cosmo infinito. In questo spazio così grande, è plausibile pensare di essere soli? C’è qualcuno (o qualcosa) di vivente la fuori?

Ebbene, qualcuno ha studiato un’equazione per cercare di dare una – seppur vaga – risposta a queste domande. L’astronomo e astrofisico Frank Drake si è posto l’obiettivo di stimare il numero di forme di vita intelligente extraterrestre presenti nella nostra galassia tramite l’equazione che porta il suo nome:

Analizzando la formula nel dettaglio definiamo:

» N : il numero attuale di civiltà extraterrestri evolute presenti nella galassia.
» R* : rappresenta il coefficiente di formazione stellare.
» fp : il numero di stelle che possiedono pianeti.
» ne : indica il numero di pianeti del nostro sistema in grado di ospitare forme di vita.
» fl : il numero dei pianeti di cui sopra che ha realmente sviluppato forme di vita…
» fi : …di questi il numero di pianeti su cui si sono evoluti esseri intelligenti.
» fc : rappresenta la cifra di civiltà extraterrestri in grado di comunicare.
» fm : indica il numero di civiltà in grado di raggiungere e colonizzare altri pianeti (fattore trascurabile).
» L : stima della durata di queste civiltà.

Questi valori, tuttavia, sono difficilmente stimabili se non tramite calcoli basati su supposizioni e, a volte, approssimazioni, lasciando il tutto al campo della pura teoria.

Infine, cari lettori, vi sottopongo un paio di domande sperando che possiate commentare, dire la vostra e esporre le vostre idee a riguardo:

Dove sono tutti quanti? Se ci sono così tante civiltà evolute, perché non abbiamo ancora ricevuto prove di vita extraterrestre come trasmissioni di segnali radio, sonde o navi spaziali?

Paradosso di Enrico Fermi.



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